Sottotitolo: fate attenzione a quello che desiderate, perché capace che poi, magari, si avvera.
Sottotitolo alternativo: Der Zauberberg

 

La giornata è calda e serena, il luogo, insospettabilmente ameno e civilmente attrezzato, con tanto di spiaggia, ma per parlare degli aspetti positivi di questa trasferta di orienteering c’è un altro luogo.

Il bosco sembra incantato, con tutti i pollini  che svolazzano sospesi, e sembrano gli incantesimi che piovono dal cielo nei film dell Disney.
Io, mentre lo osservo estasiata, ancora non lo so, ma era Sgurz.

Lo Sgurz è quella cosa che ti prende all’improvviso, quando meno te l’aspetti, e che ti fa compiere un’azione Sgurz. Lo Sgurz non si sa che cos’è, comunque c’è, c’è di sicuro. Viene forse trascinato in certe notti di primavera dal vento Alcuni dicono che è un polline che nasce da alcuni fiori che stanno in certe regioni del Borneo misteriose.
Lo Sgurz è quella cosa che ti prende all’improvviso, quando meno te l’aspetti, e che ti fa compiere un’azione Sgurz … … una cosa è sicura o lo Sgurz ce l’hai oppure non ce l’hai …

 

Larry a Villach/Villaco/Beljak (carta del Kumitzberg), 1° maggio 2013 – Campionato regionale FVG

Più o meno Start

Parto niente male, non mi faccio intimorire dal fango sul sentiero (perché lo aggiro passando per Klagenfurt), né  dalle insidiose radici che vogliono farmi inciampare, e proseguo spavalda verso il punto.

Non mi faccio intimorire neanche dal fatto che il paesaggio intorno non mi batte un cazzo con la carta, poiché la cosa non mi impensierisce neppure lontanamente, per i seguenti motivi:
– sono sicura di essere nel posto giusto
– si vede che il cartografo non mi è affine come quello di Komenda
– forse sono io che non ho ancora acquisito familiarità con la carta
– non esiste che cappello andando a 35 minuti al chilometro su una carta nitida come una ripresa in HD

Siccome ho fatto il liceo classico, sono bravissima a forzare la traduzione di un passo e interpretarlo come l’esatto opposto del messaggio dell’autore, così ci impiego parecchio a capire che sono – non ho ancora capito come – sul sentiero di sotto a quello desiderato, quello, cioè, che mi avrebbe portato alla lanterna numero due. Due, si badi, non uno, quindi, in ogni caso, non sto andando nel posto giusto.

Torno indietro – invero ad una velocità rispettabile, mai più tenuta, ovviamente – e comincio la gara circa dieci minuti dopo che ho punzonato lo start, in debito d’ossigeno per il disperato tentativo di risparmiare tempo; la cosa non inficerà il mio risultato, perché farò un’altra clamorosa cappella alla tredicesima – imbusatissima – lanterna.

L’importante, però, è che completo il percorso.
Certo, devo dividere il merito con tre quarti degli iscritti, lo studio del cui comportamento è stato spesso illuminante per indovinare la posizione delle lanterne (quando proprio non si fermavano ad indicarmele mettendosi dietro di me e mostrandomele con il dito affinché il mio sguardo seguisse esattamente il loro braccio). Per tre volte il Neofita con cui ho praticamente fatto metà gara e il Geometra Giallo mi hanno salvata da morte certa intraprendendo sotto i miei occhi la strada più sicura.
Di questo passo, un giorno morirò nel tentativo di passare dove passa il Previdente Presidente, ma voi non fategliene una colpa.
Ho persino avuto l’impressione che il Neofita mi aspettasse per sincerarsi che tornassi sul sentiero più o meno incolume, ma più probabilmente stava solo un po’ lì ad aspettare che mi rompessi la testa, con lo spirito con cui si guarda la formula uno aspettando l’incidente.

 

Tra la uno e il finish, ci sono sedici fottutissimi punti, alcuni dei quali oggettivamente bastardi, altri bastardi solo per me.

 

Orienteering-Map-Kumitzberg-Villach-2013-start-point3

 

Lanterna 1

Non era difficile, bastava andarci; c’era anche una torretta di caccia che indicava agli impediti quale fosse la canaletta da seguire. Se non stai arrivando dalla svedese, c’è un’altra pratica canaletta che ti ci conduce, poi fai un po’ “mucci mucci” nei paraggi e, se ha fame, la lanterna arriva.

Lanterna 2

Prendendola dalla 1 era facile, bastava essere capaci di stare in piedi in discesa. Io mi abbraccio a tutti gli alberi che trovo. Meno male che le formiche sono l’unico insetto che non mi fa schifo (se sono esemplari piccoli!).

 

Lanterna 3

Il piano è seguire il sentiero finché non vedo il prato, cacciarmi dentro al prato e da lì a sentimento in direzione della lanterna.
Il prato non mi pare così evidente, ma deve esserlo, perché c’è un botto di gente che gira a destra nello stesso punto.  Assumo che sia dove si apre il prato e seguo la folla. Toh, una lanterna. Ma guarda, è la mia.

 

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4 Responses to “Larry al Kumitzberg (Villach/Villaco/Beljak), 1° maggio 2013 – Campionato regionale FVG [1]”

  1. […] la menata lanterna per lanterna di questa gara ai feticisti della bussola; a me basta la gioia di essere partita e tornata a […]

  2. […] meraviglioso come avrete già letto nei post precedenti. Bella carta e percorso discreto anche se non ho capito l’utilità di un paio di […]

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