Klanac 27.07.2015 MB

On 5 agosto 2015, in Orienteering, by admin

Prima gara dopo quattro mesi di fermo, ricomincio dal primo giorno del Croatia Open 2015.

Posto molto bello, peccato che il GPS non abbia preso, probabilmente la posizione nel fondovalle non ha aiutato.

Gara lenta ma senza sbagli.

 

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Vendesi bussola da orienteering per pollice sinistro, marca Silva, ghiera fissa – rossa, blu e gialla, come la bandiera del Genoa – usata poco e male per solo un anno. Righello integro e leggibile. Quadrante moderatamente rigato testimonia uso temerario. Direzione imprecisa causa ago sbilenco (v. “uso temerario”) facilmente correggibile con opportuna postura della mano. Solo per seri orientisti, euro 50,00, vero affare.

 

 

Vendesi-bussola-orienteering

 

Tanto, ormai, a me la bussola non serve più, perché l’orienteering non fa per me.

Non che faccia per me la corsa, visti il risultato della maratona che ho fatto ieri e le condizioni in cui sto versando mentre scrivo questo post, d’altro canto.
Io penso di essere più il tipo da Cirulla o, se proprio vogliamo buttarla sullo sport estremo, Strip-briscola. Già la Scala Quaranta è troppo ardita… “Scala”… in salita è faticosa, in discesa è pericolosissima, meglio girare alla larga.

Ad ogni modo, l’ultima volta che ci siamo incontrati, io e l’orienteering, abbiamo avuto uno scontro violento, io mi sono rotta i coglioni di farmi maltrattare da uno dal quale, peraltro, non sono minimamente attratta, e l’ho lasciato.

Sapete come vanno queste cose: per un po’ incassi, perché non ti fai troppe domande sul perché della relazione, poi il rapporto si logora e non va più bene niente, non sopporti più neanche le cose che prima sembravano tollerabili e alla fine non resta che darci un taglio; e lavorare molto sulla psiche, per convincerti che non è stato tutto tempo perso e che non ti manca affatto, quella che manca è l’abitudine, come per le sigarette.

L’orienteering e io abbiamo rotto definitivamente a Krk, al Liburnija Orienteering Meeting (LOM), proprio dove il nostro rapporto – che non era mai stato idilliaco – era entrato in crisi più profonda giusto un anno prima.

 

Prima gara:  “La splendida idea di farci correre su una distesa di pietre”

Liburnija-Orienteering-meeting-2015-03-14

 

Il LOM è una due giorni; l’anno precedente si era svolta tutta su un percorso da psicopatici sui muretti fra gli uliveti, quest’anno – bontà loro – la carta del primo giorno è nuova.
È la pietraia brulla e priva di dettagli che si vede anche dal ponte che si percorre per arrivare sull’isola di Krk, guardando a sinistra se si è sulla corsia che arriva.
È inconfondibile perché è caratterizzata da suolo sassoso e pareti scoscese sul mare.

L’orienteering e io litighiamo prima ancora di scendere dalla macchina: io mi incazzo con lui perché, se il gioco è sopravvivere in condizioni estreme, è inutile che lo facciamo con la cartina; se il gioco si chiama “orientamento”, le abilità coinvolte dovrebbero essere altre.

In gara va un pochettino meglio perché, in effetti, la mia categoria non prevede di rischiare la vita ad ogni piè sospinto (le altre sì), ma comunque resto incazzata perché non è possibile che le lanterne si vedano a 200 metri di distanza.
Dove sta l’orientamento, in questo?
L’unica che non vedo un quarto d’ora prima è quella che sbaglio ad approcciare: fossi arrivata dalla parte giusta, avrei visto anche quella.

Liburnija-Orienteering-meeting-2015-1

 

Questa gara non mi piace perché è troppo facile, e io arrivo ultima solo perché il fondo è all’80% formato da pietre acuminate, sulle quali mi muovo con molta cautela, conoscendo la mia destrezza, per evitare di arrivare al traguardo come se fossi appena uscita da una vergine di Norimberga.

Se questo è tutto quello che hai da offrirmi, caro mio, scordati che resti al tuo fianco.

Seconda gara:  “È stato così bello che lo rifacciamo”

La seconda gara del LOM si svolge sulla stessa carta dell’anno precedente (invero aggiornata), sul suddetto percorso da psicopatici sui muretti fra gli uliveti.
In caso stiate pensando che mi sia confusa, badate: non ho sbagliato, non intendevo “fra i muretti e gli uliveti”, intendevo proprio “sopra ai muretti” che si trovano fra gli uliveti.

 

Liburnija-Orienteering-meeting-2015-03-15

 

Sono muretti a secco alti mediamente un paio di metri, il che significa che non si vede oltre, a meno di non salirci sopra, e che non sono tenuti insieme dalla malta, anzi presentano una spiccata predisposizione al diroccamento, sicché appena uno si appoggia si muove tutto. Ovviamente le pietre sono acuminate.
Secondo me c’è una colonia di uomini di Neandertal che nottetempo passa sulle pietre dei muretti ad affilarle come le selci.

Quando un rapporto finisce non mai colpa di uno solo. Per amor di verità va detto che io ci metto del mio e sbaglio la uno di un’ora e tre minuti (battendo il precedente record di Zzi, che anni fa in Ungheria impiegò 57 minuti per fare la prima punzonatura), trovandola solo dopo che Zzi mi aveva confermato la posizione, all’identificazione della quale sarei giunta, a occhio, con un paio di ulteriori verifiche, che stimo avrebbero richiesto cinque o sei minuti ulteriori.

Leggerissimamente provata da un inizio non proprio col botto, non aggredisco le successive lanterne con la grinta necessaria, optando per scelte talmente conservative che ancora un po’ prevedono il passaggio dalla terraferma; riesco comunque a prendere cazzi per razzi confondendo gli unici, distinguibilissimi due sentieri in carta e a remenarmi un po’ per tutta la carta, paralizzata dalla paura dell’altezza (ma anche della fauna, della flora e, soprattutto, dei minerali), finché il tempo massimo non trascorre.

Liburnija-Orienteering-meeting-2015-03-151

Vendesi bussola, dunque.

Cinquanta sacchi per una bussola che hai pagato 42,oo euro da nuova nel 2014 a Lipica – e hai il coraggio di chiamarlo “affare”?” – diranno subito i nostri Piccoli Lettori.
Be’, ho detto che è un affare, mica ho specificato per chi… per me lo è!

LOM 15.03.2015

On 7 aprile 2015, in Orienteering, by admin
Da Croazia

Giornata da spiaggia per la seconda tappa del Liburnija Orienteering Meeting.

Saggia decisione di fare la Open Long.

Terreno troppo assurdo, prossimo anno si cambia.



 

Orienteering-blog-italiano


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LOM 14.03.2015

On 3 aprile 2015, in Orienteering, by admin
Da Croazia

Carta nuova per la prima tappa del Liburnija Orienteering Meeting.

Gara veloce e divertente con un paio di errori.

Il w-end inizia bene.

 

 

 



 

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Dove eravamo rimasti, prima che il liveblogging della Race the Castles scompigliasse il rigoroso ordine delle cartine delle nostre gare di orienteering?

Non è una domanda retorica, siamo talmente indietro che c’è voluto un bel po’ a riprendere il filo, ma siamo ragionevolmente certi del fatto che fossimo rimasti a Petehovac, all’ultima gara di Zzi nei Croatia Open 2014.

A Petehovac c’ero anche io, e nonostante le recenti pessime performance scozzesi, resta la mia peggior gara di sempre: tre ore di gara, una lanterna trovata (più altre due successive, non valide ai fini della prosecuzione del tracciato).

Orienteering-Petehovac-2014-WC

Ci sarebbe comunque moltissimo da dire su una gara del genere, perché innumerevoli sono stati i tentativi, gli approcci, le strategie, i ragionamenti, le ipotesi, le tesi, le antitesi: molti di più che se avessi imbroccato subito le 18 lanterne del percorso.

Storicamente, io gestisco le carte da orienteering croate come Azimut la sintassi italiana, ma stavolta mi sono superata: se mi avessero dato le indicazioni scritte in tamil, probabilmente le avrei capite meglio.

Non ho mai trovato la seconda lanterna.
Siccome il nuovo portale Garmin non funziona particolarmente bene su Mac (o forse il problema sono io), in tutti questi mesi non ho esportato il tracciato da mettere sulla cartina e tuttora non ho idea di dove sono stata esattamente, ma so di esserci passata abbastanza vicino un paio di volte, perché, dopo essermi ritirata, ho preteso che Zzi mi portasse a vedere dov’era.

Per lo più ho bagolato (triestino per “vagare”) nell’area delimitata dal cerchio arancione, afferrando giusto una microforma ogni tanto, peraltro senza grossa convinzione.
Oltre quella zona, se al posto dei simboli cartografici ci fosse stata un’insegna con la scritta hic sunt leones, per me sarebbe stato uguale.

Orienteering-Petehovac-2014-Croatia
Come il tracciato del Garmin dimostra, ho attaccato la lanterna da tutti i punti possibili, o – almeno – ho creduto di farlo: ad azimut dalla 1, dalla 1 leggendo il terreno perché evidentemente l’azimut è storto, dalla dolina col fondo sporco a sinistra del numero due nel cerchio arancione, dai montarozzi di terra vicino alla punta del “2”, dal sentiero sotto il numero tre, dalla tre, dalla quattro (entrambe trovate per caso nel mio eterno peregrinare), da un po’ tutte le rocce che vedete in carta (senza sapere mai su quale fossi esattamente, però).
Ad ogni modo, tutti hanno trovato tutto, quindi la missione non era impossibile, per i normodotati.

Orienteering-Petehovac-Larrycette

Mi piace credere che sia un’impressione mia, ma mi pare che più gioco al gioco e peggio mi viene il gioco.


 

Orienteering-blog-italiano

 

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