Pene d’amor perduto

On 20 giugno 2014, in Orienteering, by Larry

I nostri selezionati e attenti Piccoli Lettori avranno notato che, dopo il successo internazionale di inizio stagione, mi sono leggermente seduta sugli allori e non ho più scritto un beneamato cazzo.

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Spiace ammettere che ho una vita oltre all’orienteering: tempo – peraltro – speso molto meglio che facendo le gare, che tuttavia, in questi mesi, non sono mancate.

Potrei, dunque, ripartire da Genova CS e i Piani di Praglia, o direttamente da Barricata, la mia più recente performance, che tante soddisfazioni ha regalato agli appassionati delle mie imprese, ma c’è un “ma”.

Sapete che giorno è oggi?
Sì, lo sapete, siete al computer, basta che guardiate in alto – o in basso – a destra, ma voglio dire: sapete in che periodo siamo?

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E dunque? Mancano pochi giorni al nostro anniversario, che è il 23-24 giugno; è doppio perché ci siamo conosciuti prima della mezzanotte e dati il primo bacio dopo, possiamo dire che il nostro amore è spuntato repentino come il giuanin nelle ciliegie (ma sulle mie convinzioni in materia di agraria vi aggiorno un’altra volta).

Dieci anni faa quest’ora, vivevo ignara e pasciuta (perfino più pasciuta di così!), trascorrevo il mio tempo libero in attività sedentarie che spesso prevedevano l’assunzione di bevande non necessariamente alcoliche, ma sempre ipercaloriche, accompagnate da abbondanti stuzzichini pieni di grassi. L’aperitivo, infatti, a Genova è un guanto di sfida lanciato alle proprie coronarie.

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Se mi avessero interrogata, avrei certamente saputo cosa fosse l’orienteering, poiché faccio per un pelo parte della generazione che “l’ha fatto alle medie”, ma ne avrei dato un’immagine patinata e distorta.
Addirittura, nella mia giovanile inconsapevolezza, avrei magari potuto avere parole di apprezzamento, poiché – grazie alla sua ampia componente teorica – era di certo una delle migliori attività che si potessero fare nelle ore di ginnastica, dopo sedere sulla panca a bordo palestra con il libretto aperto sulla pagina della giustificazione.

Invece, il destino era in agguato e siccome – come dicono i Poison – every rose has its thorn, prendersi uno come Zzi non poteva non prevedere un po’ di contrappasso.

All’inizio – quando mi amava! – la nostra vita era fatta di cene romantiche, concerti di Springsteen e rilassanti soggiorni alle terme.

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Poco prima che ci sposassimo, però, mi insegnò ad andare in bicicletta, ma io ero troppo presa dalla mia favola romantica per capire che era l’inizio della fine.

Solo l’estate successiva, infatti, trascorriamo le vacanze in Ungheria, poiché Zzi è tentato dalle gare del Thermenland OpenPer non farlo rinunciare, avevo finto di voler partecipare anche io, ma poi mi sono dimenticata di ritrattare e mi ritrovo a dover praticare nel bosco l’insana attività. Sfortunatamente, ottengo uno dei miei migliori piazzamenti, il che dà a Zzi buoni argomenti per farmi riprovare.

Arriva l’autunno e con esso la mia prima Venezia, in WC e tesserata Corvonero.
E sono fottuta, era ovvio.
Venezia fotte, si sa. Il bello è che, addirittura, un paio di anni dopo me ne renderò conto, ma nonostante questo non riuscirò a opporre sufficiente resistenza.

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Poi, nel 2008, cambiamo casacca ed entriamo a far parte della Giovane, Ma Rispettabile Società di Orienteering, cosa che mi incula ulteriormente perché ammanta la disciplina di un inedito quanto piacevole aspetto socio-ricreativo, che mi spinge a essere più partecipe.
A luglio organizzano una promozionale per sbarazzarsi di me, ma io ho ormai acquisito la magistrale tecnica di orientamento che mi distingue tutt’ora e ritorno prontamente alle calcagna di Zzi.

Da qui in poi è tutto un susseguirsi di gare, organizzazioni di gare, accesi litigi coi cronometri, gite di società, sveglie disumane, tentativi di renderla meno cruenta buttandosi sul trail-o (e subitanee scassate di cazzo perché manco capisco le domande, figuriamoci se riesco a dare le risposte), dilemmi sartoriali, interviste alle TV straniere, vacanze condizionate e varie trasferte a sfondo orientistico che sopporto solo perché sono perdutamente innamorata di Zzi (e lui se ne approfitta) e perché Pollyanna mi fa una pippa e so trovare il buono di ogni situazione, che di solito è il pranzo in compagnia dopo la gara, o le cene di società, o il trentacinquesimo compleanno di Zzi con tanto di riuscitissima sorpresa da parte mia.

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A onor del vero e della completezza, negli anni più recenti anche il lento, ma inesorabile, processo di socializzazione con esponenti di altre società ha contribuito a rendere il tutto sempre più tollerabile, ma non è stata che un’altra arma a doppio taglio, che mi ha spinta ad aderire sempre più spesso alle gare per stare con i miei amici – amici stronzi, o non-amici, che solo in casi sporadici si degnano di esser loro a venire da me, costringendomi, per lo più, a sbattere in tanta mona per andare, io, da loro (tanto per citare la più recente), e quando vengono, sono serpi in seno.
Quest’anno, per condividere il male nel disperato tentativo di farne un mezzo gaudio, ho dovuto tirar dentro anche CP.

Insomma: tra un clear e l’altro (e molti meno “finish”), dunque, sono già trascorsi dieci anni.

Per quanto non mi paia possibile, la lunghezza dei miei capelli e la larghezza del mio culo non lasciano molti dubbi a riguardo, e non sono le sole cose a essere cambiate.
Forse anche noi lo siamo, forse anche il nostro rapporto è giunto a un punto nodale ed è il momento di riflettere su di esso.

Per il nostro primo anniversario, mi portò a cena in un grazioso ristorante sul mare.
Per il nostro secondo anniversario, mi sposò.

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Per il settimo tenemmo una festa con quaranta persone, salsicce calde e birra fredda.
Per il nono andammo a Parigi a vedere Bruce.

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Fra pochi giorni festeggiamo il decimo e, mentre leggete, lui mi ha portata alla tre giorni di Slovenia.

Come moglie, forse dovrei cominciare a farmi delle domande, o almeno a buttar giù un po’ di culo, perché mi sembra chiaro che non mi ama più.

 

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XXIX Marcia degli Alberoni

On 5 dicembre 2013, in Senza categoria, by Larry

“Alè, siamo fottuti!” – diranno subito i Piccoli Lettori di Zzi (e un po’ anche i miei) – “Già era sconcertante, e vagamente di cattivo gusto, che questa ci raccontasse le gare di orienteering per filo e per segno, ora, se si mette pure a raccontarci di corse “normali”, non ne usciamo vivi… andiamo su un altro blog, va’…”

FERMI LÀ!
Fermi dove siete, Piccoli Orientisti di Poca Fede.

Non abbiate timore: non sto per snocciolarvi la ventinovesima Marcia degli Alberoni argine per argine, buca per buca, canneto per canneto, refolo per refolo (e belin se ce n’erano, di refoli!); desidero semplicemente mostrarvi qualche foto della giornata – splendida sotto l’aspetto meramente meteorologico – e confermarvi che non avete avuto le traveggole quando, qualche giorno fa, avete visto il mio grafico di Attack Point sfiorare la siderale vetta dei 19 chilometri.

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Muggia 03.11.2013

On 27 novembre 2013, in Orienteering, by admin
Da Friuli Venezia Giulia

Gara abbastanza noiosa.

Decisamente un peggioramento rispetto gli anni scorsi; almeno non abbiamo preso pioggia.

 

Orineteering, cos’è?

Bella domanda, son curiosa anche io.

Ho un’idea vaga e irrispettosa di cosa sia l’orienteering, ma dell‘orineteering non ho mai sentito parlare prima, anche se mi dà l’idea di essere la versione per maschi rudi, che vanno in giro a pisciare sulle lanterne, e più ce l’hai lungo e più probabilità hai di vincere, perché non occorre che ti avvicini più di tanto.
Scordatevi che faccia battute volgari e scontate sulla possibilità di Zzi di punzonarle tutte senza muoversi dal gazebo della partenza, scordatevelo proprio, tanto lui ha le chiavi di questo blog e mi censurerebbe.

Non è l’unica svista relativa a questa gara, e non mi sto riferendo al count-down depistante, né agli orari discordanti che i vari siti diffondevano relativamente alla prima partenza. Queste sono quisquilie che capitano a chi lavora, io mi riferisco ad un vero e proprio errore.

 

E questo errore sono io.
Vi pare che in una gara in cui le categorie sono “corto”, “medio” e “lungo”, Larry debba essere iscritta per il percorso lungo?
Vi pare?

Complotto! Congiura!
Attentato!

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Se non avete tempo di leggere tutto il post, potete scaricare l’audio su:

www.larryetsitalia.net/audio

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Congiura! Complotto!
Attentato!

Non ci sono altre parole (in realtà ci sono: intrigo, cospirazione, alto tradimento…) per descrivere il tracciato della gara di orienteering svoltasi a Repen lo scorso 20 ottobre.

Larry – diranno subito i nostri piccoli lett-ori –  sei un po’ indietro con i resoconti delle gare? Non si è già svolta la gara di Muggia, alla quale hai fatto la consueta figura dello gnocco fritto?

Mi rallegra, e mi fa affrontare le gare nella migliore disposizione d’animo, sapere che seguite così appassionatamente le mie performance atletiche, e in effetti sono già tornata sui campi di gara, ma la verità è che ci ho messo un po’ a riprendermi dallo choc per il complotto di cui sono rimasta vittima e vengo solo ora a raccontarvi l’ignominioso accaduto.

Guardate la carta.
Non occorre spendere altre parole.

È palese che il tracciatore ha pensato il percorso per mettermi in difficoltà.
Di sicuro, dato il prestigio del mio nome, l’organizzazione tutta ha congiurato affinché ottenessi un pessimo risultato, per fare sensazione sui media e creare “il caso”.
Sei punti su nove in discesa, infatti, non possono essere una coincidenza.

Secondo voi, un’atleta esperta e preparata come me si è lasciata mettere in difficoltà da siffatti trucchetti?
Un’orientista della mia maturità e levatura si è fatta intimidire da due curve di livello avverse?
Certo che sì.
Ho perso la gara all’inizio della discesa (vale a dire: quando sono scesa dal letto), e per giunta quella belin di discesa non finiva proprio mai.

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