Larry a Pradis, 14 settembre 2014, WC

On 27 novembre 2014, in Orienteering, by Larry

Pradis, la località dell’acqua e della grotta.
E infatti mi aspetto di fare orienteering in un bosco infido e fangoso, che mi darà un sacco di filo da torcere, come se non bastasse quello dato dalla cartina:Orienteering-Pradis-2014-WC

Come vedete, nella parte ovest della carta ci sono ampie aree gialle caratterizzate da pochi rilievi, e zone di bosco bianco su colline relativamente definite.

Il nostro tracciato si sviluppa interamente nella zona a nord-est, quella piena di curve di livello con qualche spruzzo di verdolino.

 

Lanterne 1-3: tutta agevolazione dissipata

La partenza – la strada per la quale avevo già sbagliato, non essendo neanche in grado di seguire due fettucce – è su un sentiero. È fangoso, ma almeno è in leggera salita, come sottolinea il Sommo per rincuorarmi, ma io lo fulmino col mio sguardo incendiario da “sono gelosa perché ti fai i selfie con Lalessiolaltro e non con me“, e poi lo osservo incredula con l’espressione da “perché non hai ancora preso fuoco?

Afferrata la cartina, rassicuro L’Idolo di Gropada che sia tutto sotto controllo, e lui sparisce, per ricomparire alle premiazioni.

La uno è banale, ma solo per me che arrivo con inusitata flemma dal sentiero e vedo ergersi le rocce al centro del cerchietto magenta evidenti come gli Argonath sulle sponde dell’Anduin, tant’è che faccio il secondo miglior tempo di tratta, dietro alla Fantastica Farmacista, che arriva dal mio stesso sentiero con la medesima flemma, ma passo meno malfermo.

Orienteering-Pradis-2014-lanterna-37

 

Butto nel cesso l’agevolazione della prima tratta uscendo a rovescio e dirigendomi per un po’ nella direzione sbagliata rispetto al secondo punto (precipitando subito sesta), e assicurandomi l’ultimo posto andando troppo lunga per la tre, cosa che ha implicato di tornare indietro in discesa, impiegandoci eoni, e stando una vita a venire giù dal punto, per tornare sul sentiero che conduceva alla quattro.

 

Orienteering-Pradis-2014-WC-01

 

Lanterne 4-6: mettere al sicuro il risultato

È chiaro che al centro del cerchio ci sia il ruderetto a nord del sentiero, ma io faccio un paio di giri della casetta a sud dello stesso prima di riuscire ad accettarlo; indugio qualche istante a dare indicazioni a un ragazzino (mi piace tanto quando mi chiedono aiuto in gara: posso far vedere che, anche se arrivo sempre ultima, un pochino di orienteering, in dieci anni, l’ho pur capito) e parto alla volta della cinque.

Nella mia testa è una partenza alla “verso l’infinito e oltre”.
In realtà siamo ben lontani anche da una prestazione in stile “fletto i muscoli e sono nel vuoto”.

Il sentiero è in discesa ed è pavimentato con schegge piatte e scivolose di saponite.
Faccio sì e no un passo al minuto, quando proprio o spirito agonistico si impossessa di me.
A un certo punto, per cavarmi di impaccio, esco dal sentiero: nel bosco si procede assai più spediti, finché la vegetazione non si fa più fitta.
Faccio dentro e fuori il sentiero mille volte, sto più tempo seduta sul ciglio della parete passando da un ambiente all’altro che in piedi in cammino verso la strada, ma per effetto della rotazione terrestre, finalmente anche la strada asfaltata arriva sotto ai miei piedi e, con essa, la quinta lanterna.

Sono in gara da quaranta minuti e ho fatto cinque lanterne, ma sprezzante del ridicolo mi butto sulla sei a tutta forza, infatti faccio di nuovo il secondo miglior tempo di tratta che, evidentemente, in questa gara di orienteering è foriero di tremende sventure, infatti, nonostante questo exploit, non recupererò più.

Orienteering-Pradis-2014-WC-02

 

Lanterne dalla 7 alla 9: one step up and two steps back

Compenso immediatamente la buona prestazione alla sesta lanterna con una cazzata madornale alla settima.

Più che una cazzata madornale, amo definirla“scelta spiazzante”, ideale se l’orienteering fosse uno sport a squadre in cui gli avversari si fronteggiano reagendo alle reciproche azioni.

Invece sono da sola, e l’unica che metto nei guai sono io stessa.
In pratica, non vedo il sentierino che agevolmente conduce alla sette e mi convinco si debba salire per il collinozzo, prendendolo dalla curva della strada.
La vegetazione mi ferma a pochi metri dalla lanterna, solo che non lo fa subito: prima mi fa avvicinare lentamente ma inesorabilmente, così io trascorro parecchi minuti ammantandomi di rovi, prima di capire che non c’è verso di passare, riguardare la carta, e tornare a fare il giro dal sentiero.

Orienteering-Pradis-2014-WC-03

 

Otto e nove le faccio belle di cattiveria, infilandomi anche nelle ortiche per risparmiare centimetri nell’andare dall’una all’altra.
Ok, no. È inutile che me la stratiri da orientista convinta. Non mi sono gettata nelle ortiche per fare presto, mi ci sono buttata perché sono una fighetta di città e non le riconosco mai, finché non mi va a fuoco il collo (perché – non servirà specificarlo – per fare una pendenza da scivolo dell’asilo-nido, mi son seduta, come al mio solito).

Lanterne 10-11: run, Forrest, run

Orienteering-Pradis-2014-WC-04

Nonostante le mie spiccate caratteristiche di orientista corrimona lenta, non ho brillato nelle ultime due tratte. Perché? Ma per la maledizione del secondo miglior tempo, ovviamente.

Sulla dieci, infatti, ho rischiato il collasso, ma sono stata nuovamente la seconda più veloce. Peccato che oramai avessi uno svantaggio tale che non lo avrei recuperato neanche col teletrasporto.
Come da copione, per la lanterna successiva mi faccio superare anche dalle lumache paralizzate; non si può sbagliare, ma il fondo è nuovamente scivoloso e in discesa, e io cammino cauta come se il sentiero fosse minato. Non credo di essermi giocata una posizione qua, credo di essermele giocate e perse tutte molto prima.

Ciò non mi impedisce di espormi al pubblico ludibrio tirando lo sprintone per il finish.
È il secondo miglior tempo sulla tratta, infatti al ristoro mi capita il biscotto vecchio.


 

Momento autocelebrativo

I miei secondi migliori tempi sono un risultato strepitoso, se si considera che nella categoria WC correva anche una ragazza che solitamente corre in WA, ma che siccome si è fatta male (o non stava bene, ora non ricordo) dopo che si era già iscritta, si è fatta spostare di categoria la mattina stessa della gara.

“Bella forza” – diranno subito i miei Piccoli Lettori – “confrontarsi con una indisposta”.
Non è meschino come sembra, perché la giovane ha onorato la gara, chiudendola in poco più di 35 minuti (2,2 km con 90 m di dislivello: 3,1 kmsf).
La sua media è inferiore ai 6 minuti al chilometro, il che vuol dire che – tolti i momenti in cui è presumibilmente andata più piano avvicinandosi alle lanterne – quando ha potuto, ha corso forte, nonostante l’indisposizione, e io mi sento molto figa per aver tenuto testa a una così tenace, anche se solo saltuariamente.

Lo dico soprattutto per potermi lagnare del fatto che questo straordinario stato di forma è già svanito.

2 Responses to “Larry a Pradis, 14 settembre 2014, WC”

  1. The Speaker ha detto:

    Mi scuso anticipatamente se la mia laurea in astrofisica mi è di peso… ma… 3,1 km in 35 minuti non sono 10erotti minuti al chilometro sforzo?O è tutta una scusa per farci andare tutti sul sito Fiso a cercare la classifica? (alzando il numero di accessi) Poi farci tornare qui perché non abbiamo trovato un cippirimerlo (alzando il numero di accessi) per scoprire che stiamo parlando del 14 settembre, e farci di nuovo tornare sul sito Fiso mettendo il filtro su “settembre” per scoprire che c’era anche la gara di temp-oral-O e infine la classifica dalla quale si evince che non sei arrivata ultima? Così che tutti si sentono in dovere di lasciare un commento (alzando il numero di commenti) per dire che non si capisce la matematica?
    Per fortuna che IO non mi comporto così 🙂

  2. Larry ha detto:

    Nnnoooo, ho fatto il conto, fa sei.
    Però, ora che ci penso, forse fa dieci, perché 35 x 2 = 70 e 70 = un po’ più di 60, quindi vuol dire che fa i 6km/h che sono 10 min/km.
    Potrebbe essere che io a un certo punto del conto abbia mischiato i km/h con i min/km, ma è un’ipotesi estremamente remota.

    Tu, comunque, sei uno stalker.

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